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Clinical Pedagogy nelle Università Slovene

giugno 11, 2018
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La Pedagogia Clinica o Clinical Pedagogy, affidata ai principi ispiratori intesi a rispondere con valide azioni educative ai bisogni della persona, data la sua origine di scienza fin dai primi anni ’70 del XX secolo; sostenuta da significative basi epistemologiche e fondamenta scientifiche trasversali, da propri metodi e strumentari prodotto di una incessante ricerca e sperimentazione, si è impiantata come Scienza distintiva, esclusiva e autonoma.
La Clinical Pedagogy, è professata dal Pedagogista Clinico® il quale esercita l’attività intellettuale con competenze e idoneità nell’aiuto educativo e nella comprensione dei processi individuali, nell’utilizzo di metodi, tecniche e strumentari specifici, tutelati da copyright, marchi e brevetti, che ben lo definiscono da un punto di vista scientifico e professionale, e lo rendono esclusivo in-confondibile rispetto ad altri professionisti.
Clinical Pedagogy non è dunque un termine da utilizzare in modo superficiale, ordinario o perché è fashion, esso si riferisce ad una scienza che ha richiesto e richiede costantemente di dare prova dell’adeguatezza dell’accezione di quel “clinico” che ne definisce la finalità educativa come azione umana di aiuto alla persona, affinché essa possa affrontare con consapevolezza e coscienza le nuove situazioni che gli si presentano nei diversi periodi dell’esistenza.
Nella formazione agli allievi che è stata realizzata all’Università Slovena di Capodistria è stata data prova dell’importanza di questa Scienza, dei suoi metodi e degli strumentari idonei ad offrire nella persona nuovi equilibri, che l’ISFAR Formazione Post-Universitaria delle Professioni® e il suo Centro di Ricerca, mettono a disposizione e che divengono patrimonio scientifico della formazione e della professione.
Gli studenti dell’Università Slovena di Capodistria che potranno divenire professionisti della Clinical Pedagogy o Pedagogia Clinica sanno che il Pedagogista Clinico® differenziandosi da un modello sanitario, non si concentra sui disturbi e sulle incapacità, non corregge né cura, non ammaestra né riabilita, bensì, attiva potenzialità e risorse con modalità esclusivamente educative, con metodi e strumentari propri che potranno promuovere ed estendere in persone di ogni età le capacità individuali e sociali e favorirne il processo di sviluppo.
L’intervento di aiuto si articola in un percorso inizialmente conoscitivo che comprende la Verifica delle Potenzialità, Abilità e Disponibilità (PAD) con un’ottica di conoscenza globale della persona e di un intervento educativo specialistico conseguente.
In questa sua procedura il Pedagogista Clinico utilizza modalità distintive e lemmi propri di questa categoria professionale che ben lo definiscono sia da un punto di vista epistemologico che pratico-operativo. Egli, inseguendo il principio di educabilità e di continuum concepisce lo sviluppo della persona come non temporalmente sezionabile e poiché la unica unica e con specificità proprie, si rivolge alla persona e non al “caso”, perciò non accoglie i termini “rieducazione”, “scala”, “livello”, “esame”, “fase”, “categoria”, “disturbo” o altro che si distanzia dal concetto di persona dinamica in continua evoluzione.
Per questo professionista, principio e scopo dell’educazione è e rimane in qualunque età e in qualunque momento quello di stimolare la persona a scoprire in se stessa lo proprie potenzialità e sviluppare abilità e disponibilità; ne consegue che l’educazione propriamente detta non si attua attraverso “esercizi”, ma con esperienze o attività, e l’intervento non può essere divisibile in obiettivi e sotto-obiettivi in quanto è globale come globale è intesa la persona.
L’impegno professionale trova pure un distinguo privilegiato nel termine “simpatia” rispetto ad “empatia”, in Clinical Pedagogy si parla di simpatia in quanto lo scopo di questo professionista non è entrare in risonanza con l’altro al fine di promuovere un cambiamento nel modo di “vedere” la realtà, ma è fornire, attraverso esperienze e attività, all’interno di un clima favorente, lo sviluppo di abilità e disponibilità. Il Pedagogista Clinico concepisce, struttura e realizza il momento di incontro e conoscitivo della persona o delle persone che richiedono il suo aiuto, segue ogni attenzione opportuna per il percorso dall’accoglienza al contratto e i progrediti criteri di verifica, per spingersi poi ad individuare i processi di analisi storico-personale ed infine l’analisi delle autonomie e della coscienza di sé. Si tratta di un caratterizzato e ricco criterio scientifico e tecnico-metodologico con cui dare origine alla conoscenza dell’altro al fine di trovare indirizzi e confluenze per idonee iniziative educative di aiuto alla persona.
Per tali motivi la scienza Clinical Pedagogy Pedagogia Clinica coniata nel 1974 e la professione di Pedagogista Clinico® con questi contenuti assai complessi e distinguibili non possono rischiare di essere ridotti ad un effetto fashion.


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