Guido Pesci fonda la professione di Reflector®

Il metodo suggerito dal Reflecting® è sostenuto da ricerche, osservazioni e deduzioni teoriche, confermate dalla verifica di quanto ogni persona abbia in sé, di quella riserva di forze meravigliose e di energie sopite che aspettano di essere rintracciate e lette per fluire e circolare nei propri pensieri e per fecondarli nelle proprie azioni fino a farle diventare realtà.

La riflessione, nel procedere all’analisi dell’intimo santuario dell’anima, nel raccogliere le idee, meditarle, circondarle di attenzioni, fecondarle positivamente, sì che esse si traducano in realtà positivizzanti, può essere favorita dal reflector®, colui che non fa né insegna.

Contrario ad ogni criterio terapeutico basato su precetti di autorità, su ordini, consigli, o inviti, questo professionista non intraprende opere di risanamento e di ricostruzione, né rieduca, bensì affianca l’individuo nel percorso che lo porta a riscuotere l’efficacia contro l’apatia che paralizza, acceca e impedisce di pensare, ad esercitare il potere di scelta e di giudizio. Il cammino è sicuramente irto di ostacoli, ma la persona, affacciata sul proprio caos interiore, trova nella riflessione un potentissimo ausilio per diventare lettrice e autrice di se stessa.

Il reflector aiuta l’individuo ad avvertire le contraddizioni, ad assumere la consapevolezza delle motivazioni che determinano le scelte, ad innalzare l’edificio della propria personalità. Agisce una relazione indispensabile al bisogno che la persona ha di muoversi nella propria interiorità, di conoscere e discernere ogni aspetto dell’universalità che le appartiene, di sviluppare il proprio sé, di maturare autonomamente e raggiungere nuovi equilibri.

Il reflector è lo specialista che, in seguito ad una formazione almeno biennale, condotta seguendo i principi del reflecting, ha assunto abilità nell’utilizzare ogni segnale informatore per offrire alla persona idonee sollecitazioni alla riflessione. Alle espressioni linguistiche fecondate e arricchite da contenuto, struttura ed effetto, sa sapientemente aggiungere il contributo paralinguistico, quelle emissioni di suoni differenti che, articolati con sfumature, toni e acutezze diverse, varietà nelle note di forza, di timbro e di coloritura, danno vita a un linguaggio emozionale, a diverse immagini affettive.

La varietà dei codici comunicazionali utilizzata dal reflector è ampia, comprende infatti non già la sola parola, ma anche la cinesica, ovvero quei segnali con cui è possibile rendere esplicita ogni espressività, ogni sentimento, pensiero, desiderio o opposizione.

Altre opportunità di relazione e di comunicazione si raggiungono con i segnali posturali, che partecipano al processo interattivo e possono assumere il significato di “stare con l’altro” o “lontano dall’altro”, “prendere le distanze” o “sintonizzarsi sugli enunciati”; a questi si aggiunge quell’affascinante repertorio semiotico che si avvale dell’allo-contatto, delle dimostrazioni espresse per mezzo di una gamma di contatti fisici e con la sintonizzazione per eco-posturale. Il reflector non trascura inoltre le comunicazioni prossemiche, che derivano dall’uso umano dello spazio, quell’infinità di stimolazioni in funzione dei vari spostamenti, avvicinamenti o allontanamenti che si possono creare nel rapporto con l’altro e nel silenzio, che offrono la possibilità di vivere delle pause in cui far risuonare i propri intimi pensieri.

Il reflector accorda così a se stesso, sullo sfondo dei propri desideri, il superamento dell’oscillazione tra permanenza e mutamento, converte gli atteggiamenti di rinuncia e di rassegnazione in atteggiamenti costruttivi e muove nella direzione della coerenza.

www.reflecting.it

www.isfar-firenze.it

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