Ideatore della Nuova Maieutica

La maieutica è l’aspetto positivo-costruttivo del metodo di Socrate, il quale con un modulo dialogante, denso di domande, aiutava il suo interlocutore o il suo discepolo a partorire, con una risposta breve e precisa, le verità che custodiva dentro di sé, su quesiti del tipo: “Che cos’è la giustizia?”, “Che cos’è la virtù?”, ecc.; una ricerca di definizioni alla “scoperta” del concetto tramite il ragionamento induttivo.

Quella socratica è dunque una maieutica orientata allo sviluppo di un contenuto mentale che, attribuendo alla ragione e all’intelligenza la direzione suprema della vita, si pensa avvii a un eudemonismo o eudaimonismo (dal greco eudaimonía, “felicità”), una dottrina che assume la felicità (identificata con il bene) a principio o movente della vita morale e la considera basata sulla vita “virtuosa”.

Questa arte maieutica è designata a “mettere al mondo” idee con la regola del dubbio o della distruzione di certezze, con parole suggeritrici e parole-guida, con cui si offre all’individuo l’occasione di conoscere se stesso.

Tutte parole, afferma Guido Pesci, che consigliano, propongono, conferiscono, ma che da sole non possono riuscire a raggiungere quelle fondamentali linee di pensiero e di azione rivolte a risvegliare, incentivare riflessioni adeguate su se stessi e sulla propria esistenza, a incoraggiare cioè la consapevolezza e padronanza di sé, per superare le difficoltà ed essere in grado di affrontare i problemi e decidere adeguatamente della propria vita.

A Socrate non interessa il concetto di persona, ma i logoi fondati sull’astrazione, sul chiedere per chiedere; per lui non è importante la sofferenza personale, ma fumosi concetti che rimangono tali anche dopo il processo argomentativo, aeree speculazioni filosofiche che non mirano a un sostegno concreto dell’individuo.

È confermato dall’indagine clinico-specialistica condotta dal padre del reflecting, che il dialogo regolato con un prevalente e perfino esclusivo fondamento nella parola non può essere uno stimolo sufficiente per promuovere nella persona un’analisi che le permetta di giungere alla conoscenza di sé; l’esclusività della parola presenta il rischio di un processo di cristallizzazione e non è certo una condizione favorevole per rintracciare in se stessa immagini di sé, prendere coscienza delle proprie energie reattive e dei propri stati di necessità.

Alla ricerca non sono sfuggiti i principi su cui poggia la Nuova Maieutica, ispiratrice di nuovi modelli di vita e di pensiero, che sostanzia la teoria della disciplina del reflecting, attestata e consolidata da un’ampia pratica che ne ha confermato l’efficacia. Una risposta sostenuta da uno status scientifico dal ricco contenuto empirico, che crea opportunità per organizzare nel sociale l’azione di riscatto contro i fraudolenti tentativi del persuadere, del guidare e del consigliare ed estendervi nuove tutele per una vita più vera e più libera. Un diverso sapere che, con coraggio, prende le distanze dall’episteme (scienza) per trovare sostegno nella doxa (opinione), fino “a offrire alla persona un aiuto a riflettere su di sé utilizzando prevalentemente le proprie risorse personali”, a rintracciare e partorire risposte convenienti al fine di “agevolare lo slancio vitale, dominare le circostanze, vincere gli ostacoli e promuovere l’armonia” (G.Pesci, S. Pesci , A. Viviani, Reflecting- Un metodo per lo sviluppo di Sé, Magi, Roma 2005 p. 35).

Il reflecting, impegnato a soddisfare in maniera corretta l’esortazione “conosci te stesso” e perciò rivolto a svegliare, sviluppare e organizzare nell’individuo l’azione della volontà, la coscienza e la padronanza di sé, il dominio delle circostanze e il superamento degli ostacoli, non può affidarsi, come già si è avuto modo di evidenziare, soltanto alla parola, usata e abusata per incitare, correggere, confutare, spiegare, guidare, persuadere o dissuadere. Una diversa architettura di pensiero e di azione e una più valida prospettiva relazionale necessitano infatti di una molteplicità di linguaggi con cui produrre una pluralità di stimoli e con essi promuovere idonee riflessioni su di sé e sulla propria esistenza per essere in grado di prendere le decisioni più giuste e giungere a una risoluzione dei propri problemi, aprendo così la strada al cambiamento. Per aiutare a riflettere e a trovare nella riflessione un contributo di crescita personale, il reflecting fa, infatti, appello alla disciplina semiotica, a tutti i contenuti espressivi e comunicativi, siano essi linguistici, visivi, gestuali, posturali ecc., ai tanti e complessi canali informatori e all’esatta cognizione dei sistemi con cui il significante e il significato del segno vengono resi comprensibili.

Conosci te stesso” trova dunque il suo significato legittimo nella Nuova Maieutica, nel reflecting, in quelle forze che, grazie alla riflessione, si alleano per il progresso dell’individuo, lo incitano e lo animano, originano importanti risvegli e consentono di superare i disagi, le difficoltà e le contraddizioni, mutandoli in gradini ascendenti su cui muovere verso la conquista di una personalità libera e armoniosa.

Conoscere se stessi vuol dire intraprendere una sfida nel presente

per un futuro scelto in autonomia, intensificare la propria

consapevolezza, l’autostima e l’indipendenza,

l’apertura verso una realtà più ampia e più profonda.

Guido Pesci

Il travaglio maieutico del reflecting stimola la persona a interrogarsi, a sviluppare in se stessa quella ricerca che consente di far affiorare ogni spiegazione intorno alle proprie forze e alle proprie debolezze e ridestare il bisogno e la risoluzione di riprendere in mano la propria vita da protagonista. Mentre riflette essa è in travaglio, segue il sentiero della ricerca di verità profonde e i tempi non possono essere accelerati da interrogativi o da intromissioni verbali pressanti di altri. Il percorso deve essere compiuto secondo la velocità del proprio passo, si deve avere il tempo per pensare, le risposte alle proprie domande possono giungere lente e anche la formulazione di queste ultime può richiedere una lunga attesa. Ogni singolo evento, ogni episodio e circostanza che creano una risonanza vengono analizzati, connessioni o intuizioni possono iniziare a delinearsi, a rivelare negli aspetti più intimi una nuova comprensione. La persona in travaglio maieutico che si affida alla riflessione è disposta a pensare, diviene padrona delle operazioni della propria mente, prende parte alla vita interiore, vive le cause dei propri disagi e familiarizza con esse, scorgendone la natura, le conseguenze e la portata fino a partorire, a dare alla luce se stessa, a conoscersi e riconoscersi nel proprio personale, armonioso sviluppo.

Aiutare a riflettere è la vera arte della “levatrice” e la Nuova Maieutica rappresenta l’occasione per offrire all’individuo il modo per far emergere e portare alla luce, dopo averlo analizzato e interpretato, ogni aspetto della propria vita, grazie alla grande riserva di energie che possiede e che può utilizzare per dominare le circostanze, superare l’abituale stato d’inerzia elaborativa, scoprire, tirar fuori, elaborare, passare in rassegna le proprie difficoltà, le proprie idee-forza, conoscere se stesso e ricevere in cambio il diritto di dominio sui “parolai”, su chi fa uso della parola persuasiva, nonché sugli eventi effimeri e gli effetti mutevoli.

La Nuova Maieutica, afferma con forza Guido Pesci,

aiuta la persona a conoscersi, a scandagliare ogni piano dell’edificio

della propria personalità, ogni momento della sua vita, ogni aspetto di sé,

ogni contenuto interiore e sapienziale.

Si basa sull’instaurare un clima relazionale positivo, sul costituire, mantenere, difendere e sviluppare contatti costanti di mutua soddisfazione, investendo nella progettualità di una vera relazione di aiuto. Un aiuto che non trascura quel sentirsi, parteciparsi, conoscersi, che affiora ed emerge con fertili flussi come una linfa produttiva, e che permette di far vedere le rovine che la persona ha in sé e intorno a sé, ma che la portano ugualmente a infiammarsi di entusiasmi, a sentirsi padrona di se stessa, orientata verso orizzonti estesi, con nuovi desideri e vitalità. Con questa Nuova Maieutica proposta dal reflecting, l’esortazione “conosci te stesso” si arricchisce anche di senso; l’individuo, aiutato a riflettere, riesce infine a tenere in mano le redini della propria esistenza e a guidare se stesso verso nuovi e più ampi traguardi.

www.reflecting.it

www.isfar-firenze.it

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