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La Scuola di Tarabil

gennaio 10, 2018
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TARABIL 1Vedere, assistere, esplorare, conoscere, riflettere, questo ed altro è ciò che spinge a muoversi e ad entrare in contatto con le diverse culture quando si effettuano dei viaggi, e in particolare per quanto mi riguarda, il desiderio di visitare le scuole per osservare le modalità di apprendere degli allievi anche di quelli che si trovano in situazioni di vita difficilissime e che, nonostante tutto, imparano e progrediscono nel loro sapere, sviluppano ogni capacità intellettiva ed affettiva; principi questi che ben risiedono nell’inclusione scolastica così come nell’inclusione sociale.

Nel visitare le scuole di Tarabil ti rendi conto che quella civiltà e quella cultura è appagata dal principio di circolarità di affetti, di amori, di desideri e di passioni orientate da solidarietà sociale. Sono civiltà differenti, popolazioni che si aspettano e sperano di essere aiutate con mezzi e strumenti per poter lavorare, e trovare così sorgenti di vita più ricche di contenuti per non limitare le loro fatiche.

Anche gli allievi delle scuole non risparmiano le loro forze, la loro volontà, vivono in villaggi lontani, si alzano prestissimo al mattino per tornare tardi alle loro case, stanchi a volte si addormentano sui tavoli della scuola, ma sono felici, sorridenti, scherzosi.

Essi si trovano già dentro ad una scuola inclusiva, e se mostri entusiasmo per questo, direttrice e insegnanti ti guardano stupiti, tanto è ovvio che ciò accada. Nelle scuole arrivano bambini di lingue diverse, con potenzialità e difficoltà differenti, con una diversa nutrizione e differente modo di abbigliarsi, sono culture in cui la scuola inclusiva non ha bisogno di teorizzazioni e argomentazioni, è inclusiva. Così spontaneamente si espande il processo educativo, che certo non si basa sulla rigidità di anticipati programmi e metodi articolati, o su progetti strutturati, bensì è avvalorato da una organizzazione le cui attività didattiche sono offerte con modalità che possono soddisfare le necessità di ciascuno, e gli insegnanti sono caratterizzati da una polifunzione definita da principi di rispetto, di comprensione dinamica e consapevole. L’allievo è il gruppo, per questo ne assume il significato di appartenenza e di accoglienza, ogni allievo è sostenitore di chi gli sta vicino, più lento o meno, pienamente abile o insufficiente, mi si dice che la coralità della classe ha la funzione di insegnante, ognuno con la propria identità, ciò fa capire che gli insegnanti credono molto nelle potenzialità di ciascuno, poiché viene data l’opportunità di acquisire conoscenze e abilità ed imparare ad apprendere a tutti con criteri costruttivi e non valutativi. E assieme in coro, muovendosi e drammatizzando, divertendosi imparano anche l’inglese. Gli insegnanti, pur con una bacchetta di ammonimento sul loro tavolo, sono capaci  di offrire in un clima stimolante, sollecitazioni esperienziali e maturazionali ad oltre 40 allievi, e ciò fa riflettere.


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