LE BOULCH Jean biografia autorizzata

Jean Joseph LE BOULCH è nato il 28 gennaio 1924 a Lambézellec, un quartiere di Brest…, inizia così la biografia, il racconto su basi documentarie della vita di Jean Le Boulch scritto da Guido Pesci su autorizzazione della moglie Marcelle Le Boulch. La biografia che viene tracciata è impreziosita da una documentazione la cui licenza a pubblicarla l’ha resa veramente ricca di memorie da appassionare e rendere viva, vivace, visibili le dinamiche narrate. Il padre Pierre, prigioniero di guerra in Germania dal 1939 al ’45…lui, Jean figlio unico…nato nella casa dei nonni materni… ha frequentato la scuola elementare e la scuola media a Brest, nel ’40 vince il concorso per l’ingresso alla scuola Normale di Quimper, capoluogo del Finistère, punto di riferimento per la cultura celtica, chiusa dopo alcuni mesi a causa degli eventi bellici e dell’occupazione nazista fu costretto ad iscriversi alla Scuola Normale di St. Brieuc, distante oltre 150 km. Soggetto coriaceo, ostinato…lui, sostenuto nella vita da intenzionalità, dall’abilità e disponibilità all’aggiustamento, aspetti che più tardi saranno matrici del suo pensiero scientifico. Nella biografia vengono esposti e documentati i suoi studi, diplomi e lauree, la sua cornice familiare e le tragedie sofferte. Già nel 1951 l’esperienza gli permette di criticare le stereotipie formali apprese a scuola dagli scolari, di porsi contro ogni criterio tecnicistico di intervento, contro le produzioni del corpo umano sottomesso alle leggi del rendimento. L’eco della sua acutezza giunse fino a Parigi dove venne chiamato a far parte, come consigliere pedagogico, della Direzione delle Ricerche e dei Metodi, presso la Chambre de Commerce et d’Industrie de Paris (CCIP), a fianco di altri scienziati fra cui Roger Mucchielli, Paul Chauchard, Pierre Greco dell’Istituto Jean Jacques Rousseau di Ginevra e Simonne Ramain. Furono gli anni dell’esordio della psicocinetica, una metodologia innovativa di educazione che utilizzava il movimento umano e che Le Boulch continuava a sperimentare nella Scuola. In questi anni il governo francese decide di riformare l’educazione fisica e Le Boulch fu chiamato a partecipare alla commissione nominata dal ministero per la revisione. Indisponibile al compromesso, si pose contro il mercantilismo e difese il principio di un’educazione fisica fondata sulla cooperazione piuttosto che sulla competizione. Argomentava e dava prova dell’evidente bisogno di coniugare la sociologia alla psicologia e alla medicina in una interazione permanente, perseguendo il fine di una educazione globale, fisica e sportiva e tenendo ben presente l’obiettivo della socializzazione e dell’integrazione sociale. In Francia non ebbe successo, ma in tante nazioni del mondo fu chiamato a sostenere i suoi postulati. Egli condusse una vita coraggiosa, il cui obbligo morale in nome di una scienza lo portò ad essere impegnato costantemente nello studio, nella ricerca e nella promozione delle sue scoperte. Le fatiche di tutti questi impegni riusciva a riscattarle nei suoi rientri a casa, anche se gran parte del tempo lo impiegava nel dare stesura ai libri che gli hanno dato fama e prestigio nel mondo, in Brasile, Canada, Argentina, Spagna, Svizzera, Perù. Nel 1985, conosciuti i suoi principi, attraverso i suoi libri e la sua fama, il prof. Guido Pesci lo invita a Firenze per una collaborazione con l’Associazione Insegnanti Ortofrenici (ASSIO) di cui era presidente. L’incontro con il Maestro avvenne in un clima di simpatia e di cordialità tali da sviluppare sentimenti di intesa, affinità e complicità, e scoprire in lui l’inscindibile pregnanza di umanità e di scienza. L’intesa portò ad assumere immediati intenti di azione, la stipula contrattuale di una sua presenza in Firenze per iniziative congressuali, editoriali e formative. In biografia non si trascura affatto il periodo successivo, ma la storia più recente è argomento in tante pubblicazioni e riteniamo di non riproporla. (Per un approfondimento cfr. www.jeanleboulch.fr ).

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