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Scuola Istituzione Pedagogica!

maggio 15, 2018
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alba okCiò che sembra sfuggire da tempo ormai è che la scuola, istituzione pedagogica, è una comunità in cui la pedagogia, scienza di vitale importanza per lo sviluppo dell’uomo e per la società, non alberga più.
La scuola, invece di offrirci insegnanti che “istruiscono” e che si occupano esclusivamente di far apprendere il sapere specialistico della materia e della didattica improntati sul tecnicismo e sulla valutazione, dovrebbe recuperare il valore intrinseco dell’educazione e mostrare ciò che è indispensabile all’evoluzione ancor prima di altro. È indispensabile quindi trovare un pedagogista nel ruolo di insegnante, capace di offrire l’opportunità all’allievo di apprendere in un clima armonico, di proporsi ed espandersi con una lenta e graduale partecipazione attiva al gruppo e alla vita sociale, di scoprire la validità delle connotazioni del rispetto e della collaborazione.
Un insegnante pedagogista che ha nel proprio mestiere l’humus del saper dare, quel dare che si basa su una preparazione pedagogica, e che è foriero di un autentico sviluppo in equilibrio. Si impone dunque una svolta coraggiosa, un cambiamento radicale che parta dal creare un Ministero non più dell’Istruzione ma dell’Educazione e dall’avere in cattedra, in ogni ordine e grado, comprese le scuole dell’infanzia, pedagogisti con il ruolo di insegnanti.
Il pedagogista preparato in questo ruolo professionale sa aiutare il bambino a sviluppare il senso di partecipazione attiva alla vita, ne individua e sostiene il talento, le attitudini, il carattere, gli interessi. Il contenuto reale della pedagogia sosta del resto nel principio che l’allievo, come la società, ha un accanito bisogno di educazione e chi educa ad apprendere, deve saper stare in relazione al gruppo nel rispetto di ogni singolo componente, essere in grado di indirizzarsi ad esso con grande plasticità di forme comunicazionali e ricchezza di contenuto psico-affettivo.
L’apprendere, e quindi ogni forma di apprendimento, si sollecita con l’assimilazione delle nozioni scolastiche ottenuta nel piacere affettivo degli scambi e mediante una molteplicità di stimoli sollecitatori e informatori che non trascurino la necessaria armonia fra parole, mezzi visivi, silenzi, occasioni di riflessione e interrelazioni fra componenti sensoriali e componenti logiche, offerte con la consapevolezza che anche una piccolissima variazione del tipo di esposizione verbale da parte del pedagogista può determinare una evidentissima variazione nell’assimilazione delle nozioni e nei risultati dell’insegnamento. A questo professionista non basta inseguire un progressivo processo metodico di educazione intrinseca allo sviluppo dell’allievo, egli deve caratterizzarla in modo coerente nel rispetto della personalità di quest’ultimo.
Il pedagogista nel ruolo di insegnante deve conoscere ogni necessità dell’allievo, quali gli sviluppi raggiunti, riconoscere quali sono gli impacci, le inadeguatezze, i freni, le inibizioni e tutto ciò che lo ostacola e lo rende insufficiente sia negli apprendimenti che nei comportamenti; deve essere interessato all’intera personalità dell’allievo in tutte le sue manifestazioni.
Per far ciò però anche egli stesso deve avere acquisito tutte le abilità necessarie per conoscere e riconoscere, decifrare e leggere tra le righe tutto quello che l’allievo chiede. Anche l’insegnante deve “apprendere” e per tale motivo l’apprendere dell’allievo ben si coniuga con l’apprendere dall’allievo, che informa, comunica, notifica ogni sua necessità, attraverso ogni sua espressione, ogni segnale, ogni forma di attesa, con la sua spontanea curiosità, con i desideri di conoscenza, le invocazioni di un intervento attivo, con il raccogliere e analizzare tutti gli elementi e gli aspetti con cui la sua personalità si va manifestando.
Per rispondere a tutti questi segnali il pedagogista nel ruolo di insegnante deve aver maturato un rapporto di accoglienza, termine di congiunzione fra esso e il più ampio e vario mondo esteriore al quale rivolgersi e promuovere l’allievo senza indirizzarlo munendolo di consigli, ma riconoscendo e valorizzando le sue grandi, numerose e uniche potenzialità, e accompagnandolo passo dopo passo, con adeguati stimoli fino a fargli scoprire che ha in sé la possibilità di raggiungere una vera crescita personale. Ogni incontro con gli allievi dovrà consolidare l’intesa educativa su cui elevare un clima di fiducia.
Innalzare lo status professionale degli insegnanti rendendoli sempre più abili pedagogisti, questo è ciò che ragionevolmente si deve perseguire, fino a correre il rischio (?) di soddisfare gli utenti.


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