Se uno è così disinvolto nell’utilizzare Pedagogia Clinica come un dernier cri come una novità della moda, conformemente agli usi e al gusto del tempo è da avversare?
Se mi giunge questa domanda, la simpatia per ogni persona mi impone di includerla e far sì che la risposta che darò l’aiuti a riflettere e a trovare da sola una risposta utile a se stessa.
Ogni disimpegno intellettuale, ogni anomia, sostengo siano da avversare e lo abbiamo dimostrato, sostenuti dalla determinatezza degli obiettivi e dall’illimitatezza delle aspirazioni impegnati in una evoluzione progressiva nel tempo, basi essenziali per originare una scienza e una professione; una avversione che ha l’intento di evitare che la società sia afflitta da ignoranti che si impancano a parlare e qualcuno perfino a scrivere e ad insegnare Pedagogia Clinica senza alcuna formazione, senza avere impegnato il tempo per leggere le opere pubblicate e, ancor meno sperimentato i tanti metodi grazie ai quali questa scienza può vantare la sua autonomia. Avversione all’ignominia, ai tarocchi, alle virtù posticce di eroi finti e reputazioni scroccate.
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