Da quest’anno gli allievi saranno destinati in una scuola inclusiva, una scuola in cui si opera una pedagogia di qualità, in grado di rimuovere gli ostacoli all’apprendimento e alla partecipazionepexels-photo-265076. Le buone intenzioni divengono così buone prassi in termini di individualizzazione e personalizzazione. I genitori che hanno investito nel termine “inclusione” possono essere soddisfatti, si eviterà ogni DIS utilizzato per classificare il loro figlio, sia che cominci o che ricominci l’anno. Poiché siamo affrancati dagli intenti di una società morbigena che ha trovato finora sostanza solo nel delirio dell’abuso di sottoporre a test gli allievi per selezionarli e classificarli, si auspica che la scuola sia inclusiva, davvero rivolta alla persona e sappia evitare ogni DIS che etichetta. Perciò con la scuola inclusiva, gli allievi lenti o incompetenti ad apprendere non dovranno più essere depistati dalla scuola al mondo della sanità che, ritenendo sufficienti solo la definizione delle differenze quantitative, misura e classifica, responsabile delle sofferenze che si trapiantano nel processo maturativo e complice di un ritardo dello sviluppo delle funzioni autonome dell’Io tanto da strutturare una personalità fragile e non autentica. La scuola di ieri e la sanità, conformate al sistema quantitativo e classificatorio, non facevano altro che rinnovare la prassi del dépistage mantenendo l’ottica di un soggetto improduttivo in una scuola concepita in senso esclusivamente produttivistico e per niente educativo né tantomeno apprenditivo. Plauso perciò se in questo anno scolastico la scuola diviene autenticamente inclusiva e vedrà gli insegnanti operare con un criterio pedagogico, consapevoli che  “lo scolaro il cui sviluppo è aggravato da una difficoltà – come afferma L. S. Vygotskij – non è semplicemente meno sviluppato dei suoi coetanei, ma che si è sviluppato in modo diverso, il cui processo evolutivo, se osservato dal punto di vista qualitativo-funzionale, non si esaurisce nelle variazioni quantitative dei singoli elementi, né si referenzia con una semplice somma di funzioni, bensì si caratterizza come una catena di metamorfosi, di proprietà le cui evoluzioni sono estese in modo incompleto”, principio che per ogni insegnante  rispettoso e attento al processo evolutivo non si stancherà mai di tenerlo come baluardo della propria professione.