(…) QuaIMG-20200423-WA0011 p.ndo si vogliono fare studiare i fanciulli, bisogna condurli a quella applicazione per una strada piacevole perché la natura, nella maggior parte di essi, ripugna alle spine dello studio. L’avversione è dovuta ai Precettori, i quali senza riflettere che bisogna accomodarsi un poco alla disposizione naturale del fanciullo, ne vogliono esigere l’impossibile, con modi anche indiscreti e sconvenienti, i quali a molti di quei poveri ragazzi fanno venire tal noia, e alle volte imprimono sì forte timore, o un dolore sì amaro, che la costituzione del loro temperamento patisce moltissimo (…). Sotto la direzione dei maestri, che hanno per lo più certi metodi freddi, anzi non hanno altro che un solo metodo per tanti diversi ingegni non è possibile metterli in istato di potersi addossare l‘educazione. Vedere, ascoltare, consultare, meditare, ed esercitarsi sono le strade che conducono alla dottrina.

Esercizi: la maggior parte dei ragazzi sono amantissimi di tutti gli esercizi corporei; non gli è cosa che più gli alletti, perché il desiderio di far moto, costituisce in parte la loro esistenza. Non si avrebbe a trascurare di incitarli con qualche piacevole allettamento, a saltare, a dimenarsi, a pazzeggiare; onde non conviene mai opporsi o porsi contro loro voglia a stare quieti. Anzi al contrario fa uopo somministrare ad essi sempre nuova materia da tenergli divertiti di corpo e di spirito (…). Bisogna accostumarli a stare in piedi quasi tutta la giornata, anche mangiando, o studiando, perché quella posizione fortifica tutte le membra. La tavola, sulla quale fanno quelle funzioni, deve essere così alta, che vada a livello del petto. L’abito a stare in piedi esercita maggiormente il loro corpo, gli obbliga a mantenersi ritti. (…) Si può insegnar loro ad arrampicarsi, a scalare le muraglie, far loro acquisire agilità; giova altresì insegnar loro a giocare con ambedue le mani a tutti i giochi d’esercizio, a tirar pietre da lungi a qualche bersaglio…Queste sono presso a poco le regole, che si debbono praticare nell’educazione de’ fanciulli.