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FORME INFORMI

settembre 3, 2018
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FORMEForme Informi fanno parte di progetti elaborati e sperimentati già a partire dai primi anni ’80 del secolo scorso. Si tratta di opere grafo-espressive lontane dalla rappresentazione verosimile della realtà, la cui visione ha il fine di promuovere nell’individuo elaborazioni e pensieri e vincere l’apparente incompletezza. È un metodo la cui sperimentazione nasce all’interno del Movimento dei Pedagogisti Clinici e basa su una concezione estetica senza vincoli e convenzioni, il cui scopo è di liberare la fantasia per stimolare effetti rievocatori in grado di connettersi con suggestioni intime derivate da vari impulsi. Si può così, per mezzo delle esperienze, richiamare immagini inaspettate, suscitare una dilettevole commozione, offrire intuiti al pensiero risvegliandolo, conferire nuovi aspetti nelle cose note e raffigurare con gli occhi della fantasia le idee più astratte.

Le figurazioni offerte oggi dalla costante ricerca e utilizzate dal Pedagogista Clinico® sono in gran numero, elaborati, con effetti stimolatori immaginativi significativi, adatti per i singoli e per i gruppi ai quali vengono esposti e proposti mentre sostano in posture utili per favorire la riflessione e facilitare l’elaborazione di traduzioni dei messaggi raccolti. Forme informi, sfumature figurali che vengono lette per mezzo di concomitanti processi percettivi in una sintesi condotta con una visione culturale e non viva dell’occhio umano , ma che convibra con l’oggetto reale. L’esperienza sulle Forme Informi, in assenza di valori formali di una realtà non percepibile oggettivamente, garantisce molteplici riflessioni sui nessi arte-vita. Ogni figurazione senza riferimenti al loro senso comune, con improbabili strutture prospettiche avvolte in una atmosfera ambigua e misteriosa, generazioni di forme, colori e trasparenze, dalle soglie del visibile, in cui la persona può andare oltre, al di là di ciò che l’occhio vede, per vivere una diversa immagine in una realtà tratta in assenza di un controllo esercitato dalla ragione e da ogni preoccupazione estetica o morale. Dai pochi elementi riconoscibili con una accentuazione dei caratteri, e delle sensazioni, la persona promuove in sé una metamorfosi, una improvvisazione psichica che sorprende e che fa propria apportando nutrimento all’espansione del proprio pensiero. Il risultato sono le sorprendenti composizioni di frammenti di immagini, inizialmente senza un ordine logico a volte creando in una fusione di realtà e sogno, il passato e il futuro, altrimenti un mondo nuovo, fantastico o stravagante altamente emozionale. Sono fenomeni figurativi il cui contegno narrativo è proprio dell’immagine improntata dal carattere potenziale di un determinato contenuto che lo riassume genetizzando definizioni che la persona li intrinseca necessitandoli, e che elettivamente si qualifica nativa dalle esigenze nelle quali l’interiorità si attua e si esprime secondo la direttiva mentale soggettiva ricettiva ed elaborativa.


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