È una piazza la cui area ancora alla prima metà dell’800 era zona agricola situata all’interno dell’ultima cerchia di mura, detta podere di Barbano dal nome del contadino del luogo. I progetti di costruzione di casamenti ebbero inizio nel 1842 e la Piazza che superò per ampiezza ogni altra piazza della Toscana fu aperta nel 1845 e le venne attribuito il nome della moglie del Granduca “Piazza Maria Antonia”, nome di una Granduchessa borbonica che i fiorentini non accettarono e continuarono a chiamarla “Piazza di Barbano”, dal nome del podere sul quale era stata insediata. È in questa Piazza che hanno avuto gli avvenimenti più significativi della storia di Firenze e d’Italia. Il 12 marzo 1848 si radunarono i 720 volontari che partirono al canto di “Io vengo a dirti addio, l’armata se ne va e se non partissi anch’io sarebbe una viltà”, per farsi onore a Curtatone e Montanara.

Il 27 aprile 1859 si radunò in Piazza il popolo fiorentino per dare inizio ai moti patriottici al grido “Viva l’indipendenza italiana” e “Viva l’Italia unita” facendo sventolare per la prima volta da un balcone il vessillo tricolore e cambiando poco dopo la targa della Piazza col nome Piazza dell’Indipendenza. Il Granduca Leopoldo partì per l’esilio e il moto rivoluzionario si concluse con una festosa manifestazione per l’Unità d’Italia a cui seguirono la nascita del governo provvisorio della Toscana (11Maggio 1859) che approvò il tricolore come bandiera ufficiale e diede vita ad un laboratorio di libertà e democrazia che favorì la volontaria annessione al Regno Sabaudo con il plebiscito dell’11 marzo 1860, e creò le condizioni della successiva Impresa dei Mille.

La Piazza dell’Indipendenza ha visto i fiorentini esultanti anche il 20 settembre 1870 quando viene loro annunciata la presa di Porta Pia e il conseguente trasferimento della capitale da Firenze a Roma, come riferisce Ugo Pesci “I fiorentini con non celato entusiasmo si lasciavano scapitalizzare battendo le mani” (U. Pesci, Firenze Capitale (1865-1870), Firenze, 1904.

In questa piazza dove nacque l’unità d’Italia ha avuto sede, in una bellissima struttura con ampie finestre che affacciano sulla Piazza, il Centro Specialistico dove Guido Pesci dal 1971 svolge la libera professione. Da qui, con un gruppo di intellettuali e professionisti distinto da passione e impegno sociale, continua a battersi per una società più giusta e una vita comunitaria più ricca e stimolante, vivacizzata da una fucina di nuovi valori, ricca di rispetti riservati nell’ottica di rapporti umani in grado di accompagnare verso la libertà personale.

Il gruppo si è consolidato in un percorso culturale, scientifico e professionale orientato a identificare una disciplina educativa che perseguisse i principi dell’uguaglianza senza distinzione con criterio scientifico e professionale basato sul principio di “aiuto alla persona”. Il gruppo nella ricerca di soluzioni indispensabili all’educazione della persona animato da un proprio sapere scientifico e socioculturale, tre anni dopo ha maturato e redatto la definizione di Pedagogia Clinica quale scienza distintiva della professione di Pedagogista Clinico®. Una scienza e una professione affidate alla pratica educativa del concreto, positivamente creativa, indirizzata al vasto ambito dei bisogni della persona di ogni età, a sostegno di una società rivolta ad innalzare i livelli di democrazia e mossa da un profondo senso di solidarietà umana.