Il focus della Pedagogia Clinica

Intervista a Guido Pesci. Il focus della Pedagogia Clinica è il rafforzamento delle capacità individuali e il progresso culturale e sociale della persona, quali le annotazioni per spingersi in questo concetto?

Risposta:
Si elegge in Persona il primato di cellula sociale, unità fondamentale che, posta in relazione va a formare e dare vita alla società che potrà essere emarginante o una società del benessere e del rispetto se ogni singola cellula sarà aiutata a vivere in equilibrio il complesso sistema di ruoli ed evitare che l’emarginazione di singole componenti si ripercuota inevitabilmente in tutto il sistema socio-politico e culturale. In approfondimento è seguita la domanda:
La società quindi è un organismo le cui cellule sociali si riuniscono per formare il tessuto o il sistema, e se la Pedagogia Clinica si è costituita e specializzata per garantire elevate risposte ad ogni singolo, si avvera che Pedagogia Clinica non è il naming di un mero prodotto. In questa riflessione lei professore come si colloca? A cui ho risposto:
Tutti i soggetti individuali e collettivi che vivono il nostro tempo sono trascinati dal fluire di un inarrestabile processo di cambiamento che coinvolge in profondità ogni singolo ambito della nostra esistenza. L’appellativo di Pedagogia Clinica ho già sostenuto, non è un puro e semplice flatus vocis o un rumoroso strepitus sillabarum, essa identifica una scienza ormai cinquantennale, autonoma e distintiva, duttile e dinamica, flessibile e attiva sostenuta da epistemologia e prassi che tengono conto dell’esistenza di condotte socio-educative e culturali ostacolanti le persone di ogni età; perciò, una disciplina che non trascura un definito impegno sociopolitico. E, se uno è così disinvolto nell’utilizzare Pedagogia Clinica come un dernier cri è segno che non ha letto le opere pubblicate con cui questa scienza si distingue, e sono tantissime.