RIVISTA 1911Questo articolo si legge sul Giornale della R. Società Italiana d’Igiene n.12, 1911 a firma di S. Bellotti. Sono trascorsi 102 anni; un aiuto per riflettere sull’attualità:

 (…) Quando si noterà un notevole affievolimento dell’attività intellettuale, anche non accompagnata da alcuna parvenza di malattia s’impone un esame medico minuzioso e se saranno posti in rilievo stati morbosi latenti o minaccianti, converrà sospendere o modificare il corso degli studi. E il medico dovrà avere un voto consultivo nella composizione dei programmi e degli orari affinché ii lavoro intellettuale non sia eccessivo, e dovrà darsi il dovuto posto agli esercizi fisici saggiamente dosati e proporzionati alle forze di chi deve eseguirli, e il riposo e il sonno dovranno avere il posto e la durata necessari. (…) Il fanciullo studioso ha bisogno di 9 ore di sonno poiché i centri non riposati diventano troppo eccitabili e irritabili. L’età della iscrizione alla scuola, per quanto fissata dalla legge a 6 anni, dovrebbe essere giudicata caso per caso dal medico per escludere, deboli, anemici, gracili, che non possono tollerare le fatiche della scuola. L’istruzione precoce oltre dare risultati meschinissimi può portare a offese al sistema nervoso e perciò maestro e medico devono concordi adoprarsi perché il lavoro intellettuale sia conforme alle leggi che governano lo sviluppo cerebrale. L’insegnamento sarà graduale e tenderà allo sviluppo delle singole facoltà della mente, quindi educazione della memoria, metodo oggettivo nell’insegnamento.

Nelle scuole elementari d’Italia vi sarebbe il 10 per cento di fanciulli nervosi (dalle forme lievi alle più gravi) è quindi necessario richiamare sull’argomento l’attenzione della società e delle amministrazioni pubbliche cosicché si provveda a non accettare i fanciulli minori di 6 anni, ad allontanare i già nervosi e a sorvegliare (per mezzo del medico) i deboli, a stabilire programmi proporzionati alle facoltà fisiche e cerebrali degli alunni, a fissare orari non gravosi, a non dare eccessivo lavoro a casa. Assolutamente anti-igienici sono i brevi periodi di tempo concessi per la refezione e la ricreazione nell’orario diviso di talune città che costringono gli scolari a ingozzarsi in pochi minuti per ritornare poi subito o dopo pochi salti, alle lezioni e lo stesso dicasi in rapporto agli insegnanti, costretti a mangiare in pochi minuti, per potere subito dopo la colazione riprendere la sorveglianza in cortile o la lezione nell’aula. Sistemi che favoriscono la debilitazione del sistema nervoso, e l’esaurimento nervoso, la nevrastenia, la vecchiaia precoce dei docenti e più specialmente delle maestre strettamente attinenti alla mancanza di riguardi igienici. Il maestro avrebbe bisogno di due ore di tranquillità per la colazione e per il ristoro dello stomaco e della mente, di qui la necessità dell’orario diviso.

Anche il numero, la durata e la natura delle lezioni dovrebbero essere proporzionati all’età e al sesso, dal sesto al decimo anno le lezioni non devono superare le 4 ore, dal decimo al dodicesimo le 4 e mezza o al più le cinque ore. E naturalmente un giusto equilibrio dovrebbe esserci fra lavoro della mente e lavoro dei muscoli anche per regolare la circolazione specialmente polmonare, e periferica. Utilissima quindi la ginnastica, ma non si commetta l’errore di mandare la scolaresca stanca e spossata dal lavoro della mente a riposarsi in palestre con la ginnastica: è un errore pensare che questo serva a diminuire lo strapazzo del cervello. Per ristorare le forze dell’organismo, esaurite dal lavoro intellettuale, non vi è altro rimedio che la tranquillità e la distrazione; il riposo e il ristoro all’aria libera. Quindi la ginnastica educativa si deve fare a mente e corpo riposati, mentre dopo il lavoro intellettuale non si devono fare che esercizi noti e facili che non richiedono alcun sforzo. I giuochi, piuttosto che la ginnastica, sono da consigliarsi purché ben scelti e adatti.

Per l’igiene dei sistema nervoso dannosi sono gli esami annuali: secondo il Demeny il 25 per cento dei fanciulli vicino all’esame, presenta disturbi nervosi, cefalea, anemia, stanchezza cerebrale, per il sopra lavoro e l’esercizio cerebrale esagerato.

Le vacanze sono utilissime per un conveniente riposo del cervello, esse però sono male distribuite, troppo lunghe le estive, mal suddivise le altre.