La Casa del Libro Antico

Palazzo Nicotera di Lamezia Terme, è qui che trova spazio un patrimonio culturale di inestimabile valore per numero di opere esemplari, centro fondamentale per l’accesso alla conoscenza, lo sviluppo del pensiero e la raccolta di idee, ed essenziale per la formazione di un uomo libero, indipendente e autonomo nel sostenere un ruolo attivo nella società. Nella Casa del Libro Antico di Lamezia Terme non mancano libri che promuovono questo ingigantimento del pensiero e dell’azione, sostenuti dai “bisogni educativi emergenti”, tema del congresso su cui si sono confrontati, agli inizi del 2024, proprio nella Città del libro antico, Lamezia Terme, i pedagogisti clinici con tanti altri professionisti. Il focus del congresso era l’Educazione, ed è l’argomento che nutre i contenuti dei libri che si trovano custoditi qui, veri tesori tenuti con cura in questi scaffali e in queste teche, preziosi esempi di autori che hanno lasciato i loro scritti per un desiderato transito di idee e di aspirazioni, pregiati da questa Biblioteca.
La Pedagogia Clinica con i propri principi che la animano fondati sull’educazione in quanto processo attraverso il quale si trasmettono valori morali e culturali per formare la personalità intellettuale e le capacità di comportamento sociale, trova condivisione con La Casa del Libro Antico, scrigno di educazione con eccellenti tesori d’inchiostro.  Preminenti in ciò le opere del calabrese Tommaso Campanella, educatore per il quale la renovatio saeculi, assai più che diffondere teorie, doveva promuovere e instaurare condizioni sociali che agevolassero la maturazione  dell’uomo, da realizzare con una riforma in un sistema pedagogico dedotto da principi metafisici, che abbracciasse tutti gli aspetti e i momenti dell’esistenza umana.
L’“Educatore solare” per Campanella è colui che conosce tutte “l’istorie delle genti e le similitudini e differenze delle cose” e sapiente è colui cui “res sapiunt prout sunt”.   L’uomo, sostiene il Campanella, sa pochissimo e male, giacché per sapere cosa sia un certo oggetto dovrebbe conoscerne tutti gli esemplari e la relativa storia e non contentarsi dell’essenziale in cui convengono gli esemplari stessi e dunque staccato da questi ultimi, cofusum, imperfectum. La formazione per Campanella contro ogni sapere vago, è “vedere il simile”, per lui chi riconosce il simile non si serve di alcun elemento mediatore: “semplicemente, vede se stesso, ciò che egli stesso è: giacché se egli non fosse di già «il veduto», non se ne avvedrebbe nemmeno”. Vedere il simile è pertanto prender consapevolezza del proprio essere e, nel riconoscimento riflesso, svilupparlo: sigillare in possesso autocosciente quel che si è via via divenuti.
Ma poiché, come si è detto, il proprio essere è armonizzabile con tutte le essenze, vedere il simile è anche attingere l’essenza delle altre cose ed il loro convergere in un significato unitario. L’educazione come lettura analogica dell’esperienza dunque che vuole l’uomo educato, come ne ha tratto Maria Teresa Gentile, “mediante un esercizio di penetrazione e connessione in una intelaiatura discorsiva (ingenium perspicax in intelligendo atque syllogizando) che faccia assimilare i significati del reale: uno studium indeficiens ita ut, quidquid  legimus sive in codicibus hominum sive in rerum universitate inspectamus, notemus incessanter, tamquam principia aliorum cognoscendorum multorum per similitudines analogas  aut univocas (uno studio instancabile affinché, qualunque cosa leggiamo, sia nei codici degli uomini sia nell’universo delle cose, notiamo incessantemente, come i principi di molti altri da conoscere per somiglianze analoghe o inequivocabili)”.
Campanella, nel corso del suo pensiero pedagogico della similitudine ne fa la tecnica realizzatrice dell’uomo elevandola a metodo educativo. Maestro per Campanella non è tanto chi sa, ma chi si rende capace di sapere: chi si apre al “sentire nel simile”, al “senso del simile per altro simile”, sorta di simpatia appercettiva dell’analogico; “sentire nel simile” segna lo sforzo di ricondurre a comune genesi, forma e finalità, il linguaggio parlato ed il linguaggio delle immagini di cui dà prova nell’opera La Città del Sole con il programma educativo: “prima si svelle e monda, poi s’edifica e pianta”.
Il principio educativo e il dettame pedagogico è chiaro, egli vide “il Solare muovere sulla via della libertà a seguito di una bonifica sociale e politica, sostenuta dall’operato dell’uomo all’organicità della natura ed al suo finalismo, guidato verso il segnacolo educativo più alto: l’autodeterminazione”.