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Scuole Magistrali Ortofreniche

maggio 3, 2019
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ortofrenia okL’origine delle Scuole Magistrali Ortofreniche si deve alla genesi dell’Ortofrenia -nome con cui esse si definiscono e scienza strutturata e spiegata da Antonio Gonnelli-Cioni nel 1891 rivolta all’educazione e all’istruzione dei frenastenici. Le Scuole Magistrali Ortofreniche sono la continuità del successo che il Gonnelli-Cioni ha ottenuto con il suo primo Corso di Ortofrenia a Milano nell’anno accademico 1894-1895 in cui ha avuto l’opportunità di definire le necessità formative degli Insegnanti Ortofrenici.

Il programma del Corso di Ortofrenia comprendeva: Capitolo I. Definizioni e classificazioni. Sviluppo intellettuale. Sintomatologia. Sintomi organopatici, fisiologici e psicologici. Cause della frenastenia. Diagnosi e monografia del frenastenico. Capitolo II. Metodi speciali e principi generali dell’educazione dei frenastenici. Educazione del sistema muscolare. Educazione sensoriale. Attenzione e sua educazione. Istinti e sentimenti. Ginnastica della parola. Disegno, scrittura, lettura. Nozioni e idee, nomenclatura. Grammatica pratica. Educazione della memoria. Conteggio. Educazione applicata alle abitudini e attitudini. Capitolo III. Cura medica pei frenastenici. Cura morale. Dell’obbedienza e dell’autorità. Il maestro. Comando immediato, mediato e negativo. Castighi e premi. Capitolo IV. Igiene dei frenastenici. Temperamenti, età, sesso, abitudini. Malattie accessorie alla frenastenia. Eredità. Influenza degli agenti atmosferici. Dell’abitazione, vestimenti, dietetica. Idroterapia. Escrezioni.

Nel 1900, cinque anni più tardi da questo grande evento, si assiste all’apertura della Scuola Magistrale Ortofrenica a Roma fondata da Giuseppe Ferruccio Montesano e diretta da Maria Montessori. Solo nel 1925 grazie all’iniziativa di Eugenio Modigliano, pediatra e direttore dell’Istituto “Umberto I” viene aperta la Scuola Magistrale Ortofrenica di Firenze sede della Scuola. Le scuole sono state istituite con R.D. n. 577/28, art. 230 per “seguire i fanciulli anormali nelle scuole speciali, e i soggetti ipodotati intellettuali non gravi, disadattati ambientali, o con anomalie del comportamento, per i quali poteva prevedersi il reinserimento nella scuola comune”, principi già sostenuti dal Gonnelli-Cioni, “L’attitudine fisica e morale dovrà necessariamente essere confortata da una coltura superiore a quella che è sufficiente per il semplice educatore di fanciulli normali, poiché essendo più difficile ed anomalo il soggetto occorrerà una maggior copia di cognizioni per poterlo conoscere. Le materie apprese nelle scuole magistrali non possono essere sufficienti da che esse forniscono l’allievo dei soli mezzi pedagogici e didattici atti ad insegnare a chi è in grado di intendere. Siccome la base su cui si fonda l’educazione del frenastenico sta nell’ottenere la fissità dell’attenzione e l’equilibrio nelle funzionalità dei sensi, così bisogna che l’educatore abbia cognizioni più vaste di fisiologia, di psicologia e di filosofia, conosca l’uomo psichico per sapersi contenere nello studiarne le manifestazioni; occorre poi che abbia appreso il metodo per l’insegnamento della parola articolata come per i sordomuti (1898)”.

Nel 1975 (D.P.R. n. 970) il Ministero della Pubblica Istruzione autorizza le scuole magistrali ortofreniche a proseguire la loro opera di formazione degli insegnanti. I programmi approvati nel 1977 sancivano il corso biennale destinato a docenti di vari ordini e gradi di scuola (materna, elementare, secondaria e artistica), per intervenire a favore, tanto della generalità degli alunni, quanto, in particolare, dei soggetti con difficoltà fisiopsichico-sensoriali e con disturbi nella sfera affettivo-comportamentale che avevano ormai trovato accoglienza nelle scuole comuni. Fu un periodo florido, sostenuto dall’Associazione Insegnanti Ortofrenici (ASSIO) e dalla rivista “L’Insegnante Specializzato”. Nel 1993 le Scuole Magistrali Ortofreniche vennero abolite e con esse fu dissipata la professionalità di tanti docenti venendo meno la sperimentazione e la ricerca fino allora condotte, così come la pubblicazione delle riviste specialistiche che venivano edite da quelle stesse scuole.


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